Se sei alla ricerca di “un’emozione sempre più indefinibile”, come canta Giovanni Lindo Ferretti nella sua Emilia Paranoica, credo che partecipare all’Emilia Gravel possa aiutare. Come? Ora ti racconto la mia esperienza, sono sicuro che al termine della lettura ti sarai già fiondato alla sezione dedicata del sito e avrai già premuto sul tasto ISCRIVITI!
L’Emilia, per chi non ci vive, è spesso quella parte d’Italia dominata paesaggisticamente dall’immensa Pianura Padana, un territorio infausto, dove smog e zanzare rendono la vita un inferno, soprattutto negli interminabili pomeriggi della canicola estiva. Poi però il corso dei ricordi ritorna ai banchi di scuola e ai diversi nomi che assumono alcune catene montuose in base alla loro posizione geografica: nei recessi impolverati della mente spunta magicamente l’Appennino Tosco–Emiliano.
Ti confermo, caro lettore o cara lettrice, che in Emilia le montagne non mancano. Eccome se non mancano! Ne troverai conferma, se deciderai di percorrere le sue strade in sella alla tua bici, ti assicuro che conterai più salite che discese.
Nel mio caso, quando ho deciso di iscrivermi all’Emilia Gravel, sapevo che avrei trovato dei bei dislivelli, ma non era la sola cosa che cercavo, anzi. Ciò che per me rappresenta meglio l’Emilia è la sua gente, il calore umano e il vivere la vita con una spensieratezza che non sfocia mai nella banale superficialità. Ecco, queste qualità le ritroviamo nell’organizzazione del trail e nel rapporto degli organizzatori con gli iscritti. L’Emilia Gravel non ti darà mai l’idea di essere un evento organizzato esclusivamente con l’idea di far soldi, non avrai mai la sensazione di essere un semplice partecipante. Personalmente mi sono sentito parte di un’immensa compagnia di amici, tutta bella gente che ha deciso di passare il fine settimana sulla propria bici e a contatto costante con la natura.
Ora, mettiti comodo, fai partire il Preludio della Traviata di Verdi e prova a viaggiare con me con il pensiero per alcuni chilometri lungo le strade emiliane, le prossime righe saranno come delle ruote tassellate che ti faranno arrampicare sui pendii delle terre canossiane, tra castelli e borghi medievali.
Il riferimento a Giuseppe Verdi non è assolutamente casuale, partiamo infatti dalla piazza principale di Busseto, cioè Piazza Verdi, sotto l’occhio bronzeo del grande compositore italiano. Siamo tanti ma non tantissimi, l’entusiasmo è alle stelle, nonostante le poche ore di sonno. Dopo pochi metri dal via, i più frettolosi pestano già sui pedali come se dovessero arrivare a destinazione entro cena, atteggiamento lontano da ciò che ci si aspetterebbe a un evento di questo tipo, dove la scoperta del territorio passa anche dall’assenza di competitività. De gustibus.
I primi chilometri sembrano confermare lo stereotipo di Emilia dal territorio pianeggiante e nebbioso, almeno fino alla rampa che porta al meraviglioso borgo medievale di Castell’Arquato, gustosissimo antipasto di ciò che ci aspetta tra una salita e l’altra di questo trail. Da qui in poi, infatti, i tratti pianeggianti saranno davvero pochi. Visto che non è mia intenzione spoilerarti tutti gli highlights del percorso (la traccia è tutta da scoprire pedalandola in prima persona), facciamo ancora un po’ di strada insieme, giusto per farti capire l’essenza e, perché no, la poesia del percorso dell’Emilia Gravel. Se si rispetta la sapiente divisione in tappe consigliata dagli organizzatori, potresti trovarti a campeggiare sotto l’imponente e dantesca Pietra di Bismantova, uno spettacolo naturale che, condito dalla luce della luna e dai sussurri del bosco, ti proietterà in un’altra epoca e ti farà provare emozioni più uniche che rare.
Ora che ripenso al percorso, forse non è neanche giusto parlare di antipasti e portate principali, ogni tratto affrontato è una piccola sfida con sé stessi, un’occasione in più per conoscere il territorio emiliano.
Ultimo ma non meno importante, mi sono reso conto di non averti parlato di piattoni di affettati misti o di quintali di erbazzone ingeriti, però ti consiglio vivamente di metterti un po’ a dieta prima di partire, i ristori dell’Emilia Gravel sono banchetti degni di Lucullo!





